mercoledì 30 novembre 2011

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A volte guardo i dischetti di luce sul muro che vengono dalla persiana e mi sembra ancora estate quando alle otto di sera c'era il sole e non c'era voglia di morire.

Come la nebbia alle otto di mattina riesci ad entrare in ogni fessura,in ogni piccolissimo spazio,nei pori della pelle,che il sole sembra la luna che non riesci a vedere neanche nell'acqua.Come si fa a vivere senza neanche intravederla tutte le sere?In compenso c'è questa striscia di parole lunga trecentoventisette chilometri che se ci pensi non è neanche tantissimo.Un niente,un nulla,una sciocchezza,e i nei sulla tua pelle liscissima che formano stazioni dove fermare le dita.

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